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Arrivano le ferie ed esplode stanchezza e dolori...

Quando arrivano le ferie, arriva anche la stanchezza: perché ci sentiamo improvvisamente esausti e pieni di dolori?


Aspettiamo le ferie per mesi. Contiamo i giorni, immaginiamo il riposo, il mare, i viaggi, il tempo finalmente libero.


Poi, appena ci fermiamo, succede qualcosa di apparentemente paradossale: ci sentiamo stanchi, scarichi, doloranti, irritabili o addirittura indisposti.

Il corpo sembra presentarci il conto proprio quando finalmente abbiamo la possibilità di riposare.


Ma perché accade?

La stanchezza che arriva quando finalmente ci fermiamo

Durante i periodi di lavoro, soprattutto quando siamo sottoposti a ritmi intensi e prolungati, il nostro organismo può rimanere a lungo in una condizione di attivazione e allerta.


Impegni, scadenze, responsabilità, problemi da risolvere e necessità quotidiane ci spingono a "funzionare" anche quando siamo già stanchi.


In queste condizioni possiamo imparare, inconsapevolmente, a non ascoltare alcuni segnali del corpo.


La stanchezza c'è, ma viene messa in secondo piano.

Il dolore c'è, ma continuiamo a lavorare.

La tensione muscolare c'è, ma la consideriamo normale.

La mente è affaticata, ma andiamo avanti perché "non possiamo fermarci".

Quando finalmente arrivano le ferie, viene meno la necessità di mantenere lo stesso livello di attivazione. Ed è proprio allora che quelle sensazioni possono diventare più evidenti.


Non è necessariamente la vacanza a renderci stanchi.

È possibile che la vacanza ci permetta finalmente di accorgerci di quanto eravamo stanchi.

Il corpo non dimentica lo stress

Stress e corpo sono profondamente collegati.

Quando viviamo per lungo tempo sotto pressione, il nostro organismo può mantenere una maggiore attivazione fisiologica. Muscoli, sistema nervoso, sonno e percezione del dolore possono risentirne.

Una persona che trascorre settimane o mesi con spalle contratte, mascella serrata, postura rigida o tensione muscolare può arrivare alle ferie e, una volta rallentato il ritmo, percepire maggiormente:


- mal di schiena;

- cervicalgia;

- tensione alle spalle;

- mal di testa;

- sensazione di pesantezza;

- dolori muscolari diffusi;

- stanchezza profonda;

- bisogno di dormire molto;

- difficoltà di concentrazione.


Questo non significa che "sia tutto nella testa".

I sintomi sono reali.


Significa piuttosto che corpo e mente comunicano continuamente e che lo stress può influenzare il modo in cui percepiamo e viviamo determinate sensazioni corporee.

Anche il sonno può cambiare

Durante il lavoro spesso ci abituiamo a svegliarci presto, rispettare orari rigidi e comprimere il bisogno di recupero.

Quando iniziano le ferie, improvvisamente possiamo dormire di più.

E allora emerge una necessità di recupero che era stata rimandata.

Per alcuni giorni possiamo avere la sensazione di essere ancora più stanchi rispetto a prima.

Dormiamo molto, facciamo sonnellini, abbiamo poca voglia di fare attività e ci chiediamo:

"Ma com'è possibile? Sono in ferie e sono più stanco di quando lavoravo!"

In realtà il corpo potrebbe semplicemente avere bisogno di tempo per riadattarsi a un ritmo diverso.


Il paradosso del "crollo" in vacanza


Esiste un fenomeno comunemente descritto come leisure sickness, o "malattia del tempo libero": alcune persone riferiscono di stare peggio proprio quando iniziano le vacanze o i periodi di riposo.

Non deve essere interpretato come una diagnosi medica e non significa che ogni malessere durante le ferie sia causato dallo stress.

È però un concetto interessante perché evidenzia una dinamica: quando diminuiscono gli impegni e l'attivazione, possono diventare più percepibili sensazioni che durante la routine quotidiana venivano ignorate o coperte dalla necessità di andare avanti.


È come se il corpo dicesse:


"Adesso che possiamo fermarci, posso finalmente farmi sentire."


E i dolori?


Anche il dolore può essere influenzato dallo stato emotivo e dal livello di stress.

Questo non significa che un dolore sia immaginario.

Il dolore è un'esperienza complessa nella quale interagiscono componenti fisiche, neurologiche, psicologiche e ambientali.

Stress, ansia, scarsa qualità del sonno e tensione muscolare possono contribuire ad aumentare la percezione di alcune forme di dolore.

Per questo non è raro che una persona arrivi alle ferie dicendo:


"Non ho mai avuto così tanti dolori come adesso che non sto lavorando."


In realtà potrebbe semplicemente essere diventata più consapevole del proprio corpo.


Fermarsi non significa soltanto smettere di lavorare

Uno degli errori più comuni è pensare alle ferie esclusivamente come a un'interruzione degli impegni.

Ma il vero riposo non consiste soltanto nel non lavorare.


Significa anche ridurre progressivamente l'iperattivazione, recuperare il sonno, diminuire la pressione mentale e tornare ad ascoltare i propri bisogni.


Per questo, soprattutto dopo periodi particolarmente intensi, può essere utile non riempire immediatamente le ferie di mille attività.

Non è necessario trasformare il riposo in un'altra prestazione.

Anche non fare nulla può essere un'attività importante.

Imparare ad ascoltare i segnali del corpo

Le ferie possono diventare un'occasione preziosa per recuperare un rapporto più attento con il proprio corpo.


Chiedersi:


Come sto davvero?


Di cosa ho bisogno?


Sono stanco o sto semplicemente rallentando?


Da quanto tempo ignoravo questo dolore?


Quanto spazio sto concedendo alle mie emozioni?


Sono domande semplici, ma importanti.


Perché spesso non ci accorgiamo di essere arrivati al limite finché qualcuno o qualcosa non ci costringe a fermarci.

Quando è importante non attribuire tutto allo stress.

È fondamentale, tuttavia, non interpretare automaticamente ogni stanchezza o ogni dolore come una conseguenza dello stress o del "rilassamento".


Un sintomo persistente, intenso, nuovo o associato ad altri disturbi merita una valutazione da parte del medico.


Prendersi cura della propria salute significa anche saper distinguere tra un normale bisogno di recupero e un segnale che richiede un approfondimento.


Le ferie non sono un test di efficienza!


Forse dovremmo smettere di aspettarci di sentirci immediatamente bene appena iniziano le vacanze.

A volte i primi giorni non sono fatti di energia, entusiasmo e voglia di fare.


Sono fatti di sonno.


Di silenzio.


Di lentezza.


Di qualche dolore che finalmente sentiamo.


Di una stanchezza che non avevamo avuto il tempo di riconoscere.


E va bene così.


Il riposo non deve essere produttivo.


Non dobbiamo essere efficienti anche mentre recuperiamo.


Perché fermarsi non significa perdere tempo.


A volte significa semplicemente permettere al corpo e alla mente di tornare, finalmente, ad ascoltarsi.


Una riflessione finale...


Forse quella stanchezza che arriva appena iniziano le ferie non è un fallimento del nostro corpo.


Forse è il suo modo di dirci che abbiamo corso troppo a lungo.


E allora, prima di combatterla, possiamo provare ad ascoltarla.


Perché il corpo non sempre ci chiede di fare di più.


A volte ci sta semplicemente chiedendo di fermarci.


A cura della

Dottoressa Veronica Turchetta

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