L'estate viene spesso raccontata come la stagione della felicità: vacanze, mare, aperitivi, tramonti, sorrisi. Sui social sembra che tutti abbiano una vita piena, amici con cui uscire e luoghi da scoprire.Eppure, per molte persone, è proprio l'estate il periodo in cui la solitudine si fa sentire di più. Ma perché accade? La risposta è psicologica. Durante l'anno siamo immersi nella routine: lavoro, scuola, impegni, orari. Tutto questo, anche quando è faticoso, offre una struttura alle nostre giornate e distrae da emozioni che rimangono in secondo piano. Con l'arrivo dell'estate, i ritmi rallentano. Abbiamo più tempo libero e meno distrazioni. È proprio in questi spazi che possono emergere pensieri, bisogni e vuoti emotivi che durante l'anno erano rimasti nascosti. A questo si aggiunge il confronto continuo con ciò che vediamo online. Le immagini di vacanze perfette e compagnie numerose possono far nascere l'idea di essere gli unici a sentirsi esclusi. In re...
La profezia che si autoavvera: quando ciò che pensiamo finisce per diventare realtà Quante volte ci siamo detti: «Lo sapevo che sarebbe andata così»? A volte, però, ciò che percepiamo come una semplice previsione potrebbe essere qualcosa di più complesso: una profezia che si autoavvera. In psicologia, con questa espressione si indica quel processo attraverso il quale una convinzione, un'aspettativa o una previsione sul futuro influenza il nostro comportamento al punto da contribuire a produrre proprio l'esito che avevamo immaginato. Non significa che i nostri pensieri abbiano un potere magico sulla realtà. Significa, piuttosto, che il modo in cui interpretiamo ciò che ci accade condiziona il modo in cui agiamo, le scelte che facciamo, le emozioni che proviamo e persino il modo in cui ci relazioniamo agli altri. E così, a volte, finiamo per costruire inconsapevolmente proprio la realtà che temevamo. «Tanto andrà male» Immaginiamo una persona convinta di non essere abbastanza...