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L'Ansia in estate non va in vacanza... anzi!!!

 


Le temperature aumentano, l’afa non dà tregua e gli ansiosi si sentono male al solo pensiero di affrontare la calura estiva: perché esiste una relazione tra caldo e ansia?

Le condizioni climatiche in estate possono rappresentare una vera e propria fonte d’angoscia per chi soffre di disturbi d’ansia: tutto sembra concorrere a provocare fastidi molto simili all'ansia sintomatica e, quando questi fastidi colpiscono chi d’ansia soffre davvero, la situazione può diventare decisamente molto critica.


Per fare un esempio, l’aria calda, umida e inquinata può provocare la sensazione di respirare male, in maniera superficiale, esattamente come avviene durante un attacco di panico (che può essere scatenato anche dall’eccessiva concentrazione di CO2 nell’aria con qualunque temperatura).

Se questo accade a una persona non particolarmente ansiosa il fastidio fisico sarà identificato come tale e non avrà conseguenze dannose, mentre quando accade ad una persona ansiosa può innescare un attacco di panico sulla base dell’errata percezione del fastidio come sintomo ansioso (e non come malessere fisico).

Quali fattori aumentano l'ansia con il caldo?

Chi soffre d'ansia in questo periodo può sentirsi davvero in crisi perché diversi fattori generano malesseri che possono essere interpretati e percepiti come effetto dell'ansia stessa:

  • l’abbassamento della pressione sanguigna può provocare capogiri e sensazione di testa vuota o leggera
  • l’aumento della sudorazione dovuto al caldo può essere scambiato per un effetto dell’agitazione
  • alcuni disturbi gastrointestinali tipicamente estivi sono gli stessi che colpiscono una parte dei soggetti ansiosi in maniera più o meno frequente
  • l’aria surriscaldata, umida e spesso inquinata, come detto sopra, può scatenare nei soggetti predisposti la stessa sensazione di soffocamento che si può accompagnare al panico
  • il sonno disturbato a causa dell’afa può essere poco ristoratore fino allo sviluppo di una vera e propria insonnia, che provoca stanchezza e non contribuisce certo a combattere sintomi come il senso di sbandamento e l’impressione di essere sul punto di svenire che molti ansiosi sperimentano in tutte le stagioni.

Caldo e ansia: cosa fare se il disturbo aumenta?

Di conseguenza per le persone ansiose può essere molto difficile affrontare questo periodo e l’intervento di uno psicologo può aiutarle a recuperare la calma e a iniziare ad occuparsi dei loro disturbi, magari applicando da subito alcune tecniche di rilassamento utili a contenere l’ansia.

In generale comunque il consiglio migliore resta sempre quello di non aspettare che l’ansia “passi da sola”, quando si presenta, ma di rivolgersi ad uno specialista senza lasciare che la situazione si cronicizzi e porti ad una sofferenza ancora più acuta quando intervengono fattori esterni ansiogeni e debilitanti come quelli legati al caldo e all’afa.


(fonte: www.medicitalia.it)



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