Passa ai contenuti principali

Imparare a gestire le Emozioni: due punti fondamentali

 

Il primo punto è che le emozioni vanno sentite, vanno provate. Questo potrà sembrarvi scontato ma vi garantisco che tanti di noi fanno esattamente il contrario.

Tanti di noi vorrebbero non provare le emozioni, tanti di noi cercano di far finta di nulla cercano di nascondere le proprie emozioni, tanti di noi cercano di combatterle di debellarle, tanti di noi le criticano.

Ebbene questa non è gestione delle emozioni questo è l’esatto contrario. Quindi quando noi ci mettiamo in questa posizione possiamo solo crearci tante difficoltà.

Infatti tutte le difficoltà che riscontriamo nell’ambito delle emozioni ce le abbiamo proprio per questi motivi. Quando combattiamo le emozioni, non le vogliamo, le nascondiamo, le critichiamo, insomma facciamo qualcosa che non dovremmo fare noi finiamo appunto per entrare in un contesto nel quale possiamo solo avere ulteriori difficoltà.

Possiamo faticare ancora di più nella gestione delle emozioni. Quindi è molto importante sentire. Sentire significa innanzitutto non spaventarsi quando proviamo delle emozioni, significa fare spazio a quell’emozione all’interno del nostro corpo.

Significa lasciarla espandere, significa lasciarla estendere in modo tale che quell’ emozione possa trasmetterci l’informazione che vuole darci e quindi possa fare ciò che deve fare per poi poter rientrare.

Il secondo punto anch’esso molto importante è che dopo aver lasciato essere un emozione, quindi dopo averla sentita noi dobbiamo darle un nome.

Dare un nome è importante in quanto ci consente di capire bene cosa stiamo provando, cosa ci sta accadendo.

Quindi cerchiamo sempre di darle un nome specifico e poi cominciamo anche a chiederci:

  • cosa sto vivendo?
  • cosa sta accadendo? o cosa sto pensando?
  • come mai insomma mi sento così perché provo questa emozione?
  • cosa accade nella mia vita ora o cosa accaduto poco prima?
  • cosa dovrà accadere?

In quanto le emozioni sono legate al presente, al passato e anche al futuro.

Commenti

Post popolari in questo blog

Guida al lavoro Compagno Adulto a cura Studio Psicologico Turchetta

  Guida Completa al Lavoro dello Psicologo come Compagno Adulto a cura della Dottoressa Veronica Turchetta (Monterotondo-RM)   1. Introduzione: Cos’è il Compagno Adulto? Il  Compagno Adulto  è una figura professionale che affianca adolescenti e giovani adulti, soprattutto con fragilità psicologiche, disabilità o difficoltà relazionali, nel loro percorso di crescita e autonomia. Questo ruolo nasce dall’esigenza di offrire un supporto concreto e quotidiano, spesso in ambito domiciliare o in contesti di vita reale, per favorire lo sviluppo personale, sociale ed emotivo. Quando il Compagno Adulto è uno psicologo, il suo intervento si arricchisce di competenze cliniche e psicoterapeutiche, permettendo un accompagnamento più mirato anche alle difficoltà emotive e cognitive. 2. Contesto e Ambito di Applicazione Destinatari:  adolescenti e giovani adulti (generalmente dai 14 ai 25 anni) con difficoltà di vario tipo: disturbi del comportamento, disturbi dello spettro aut...

Supporto Psicologico al Trattamento Odontoiatrico... niente più paura!!!

Il supporto psicologico  in Studio Odontoiatrico Ora la paura del dentista la sistemiamo!! Il supporto è una risorsa aggiuntiva che può essere offerta ai pazienti durante i trattamenti odontoiatrici.  Questa opzione aiuta a  gestire ansie e timori,  migliorando il comfort e la serenità nell'affrontare le cure dentali, rendendo l'esperienza più positiva e gestibile. Strategie per affrontare e sconfiggere l'ansia e la paura dal Dentista Il colloquio psicologico, un ascolto attento e una comunicazione efficace possono ridurre significativamente l'ansia ed agire sulle paure legata alle visite odontoiatriche. Oggi, una buona  comunicazione  è fondamentale per costruire un  rapporto di fiducia tra medico e paziente.  È essenziale descrivere in dettaglio tutte le fasi del percorso terapeutico, poiché ciò aiuta a minimizzare il timore nei confronti delle cure dentali. La psicologia offre strumenti preziosi per garantire un'informazione chiara e utile, con...

Mio figlio è troppo sensibile: come aiutarlo a gestire le emozioni senza sentirsi sbagliato

  --- Mio figlio è troppo sensibile: come aiutarlo a gestire le emozioni senza sentirsi sbagliato "Piange per nulla", "Si offende facilmente", "Non riesce a stare in mezzo agli altri senza agitarsi"... Queste sono frasi che tanti genitori si trovano a dire o a pensare. Se anche tu riconosci queste caratteristiche in tuo figlio o tua figlia, sappi che non sei solo — e che essere sensibili non è un difetto. È una caratteristica preziosa, che può diventare una grande risorsa se accolta e compresa. 🌱 Cos’è la sensibilità nei bambini? La sensibilità è una predisposizione naturale a percepire intensamente ciò che accade dentro e fuori di sé: emozioni, suoni, sguardi, tensioni, parole. I bambini sensibili hanno un radar emotivo molto attivo: colgono tutto e reagiscono in modo più intenso. Non sono "esagerati", sono semplicemente più profondi. 💡 Perché è importante non dire “sei troppo sensibile” Anche se a volte lo diciamo con affetto o per “tranquill...