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Come gestire l'Emotività




Essere sensibili, saper gestire con empatia e delicatezza i rapporti, nonché vivere con trasporto gli eventi della nostra vita è senza dubbio un valore aggiunto, che permette di arricchire il proprio bagaglio emotivo stabilendo connessioni profonde con il prossimo e con l’ambiente che ci circonda. La tensione prima di un esame, l’eccitazione prima di un incontro tanto desiderato, la malinconia per un evento accaduto nel passato sono tutte emozioni in grado di arricchirci e di espandere la nostra intelligenza emotiva, fintanto che vengono vissute “serenamente”.

Gli stessi sentimenti tuttavia possono manifestarsi come “armi a doppio taglio” laddove si tramutino in pensieri eccessivamente intrusivi nella vita quotidiana, ed è proprio questo aspetto che vorrei trattare nell’articolo odierno. Ti parlerò infatti di come imparare a gestire l’emotività. Se ti sembra di esserne sopraffatto in uno o più aspetti della vita, che il tuo problema si manifesti a scuola, sul posto di lavoro oppure se senti che la relazione sentimentale che stai vivendo è francamente sbilanciata verso il tuo partner e non sai come uscirne, allora potrei esserti d’aiuto. Cercherò di definire le emozioni, sintetizzando anche alcuni aspetti che potrebbero renderle eccessive. Ti darò infine qualche consiglio pratico per controllare e curare l’emotività. Le emozioni consistono in stati psichici affettivi e momentanei che si presentano in risposta ad uno stato interno o ad un evento esterno all’organismo. Esse sono inevitabilmente associate a cambiamenti psicologici e sono connotate da molteplici componenti in grado di impattare, positivamente o negativamente, sulla gestione cosciente del nostro rapporto con noi stessi o con gli altri, e sulle prestazioni cognitive. Le emozioni nascono inizialmente come reazioni inconsapevoli e solo in un secondo momento divengono coscienti, dandoci l’opportunità di riconoscerle come emozioni di disgusto, disagio, felicità e altro.

In questo senso si definiscono due diverse categorie di emozioni, definite dal neuropsicologo Damasio:

  • Emozioni “innate”, già codificate e pronte ad emergere fin dai primi momenti di vita (paura, amore, ira e poi ancora ansia, invidia, gelosia e altre), in grado di plasmare il carattere del piccolo individuo durante la sua crescita;
  • Emozioni “secondarie”, quelle che si formano in seguito alle esperienze di vita.

Quindi, volendo sintetizzare, potremmo dire semplicemente che le emozioni non sono altro che processi interiori scaturiti da uno stimolo, che si manifestano in maniera più complessa sotto forma di sentimenti e/o di manifestazioni fisiche correlate a tali stati interni, come per esempio l’aumento della sudorazione e le palpitazioni in caso di paura.


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