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Luca e l'alcoolismo nella sua famiglia

Fin troppo spesso sentiamo storie di persone che lottano con il mostro dell'alcolismo, ma spesso fin troppo spesso non consideriamo assolutamente tutti coloro che vivono vicino a questa persona.
Famigliari ed amici che subiscono gli effetti devastanti dell'alcool e che ne diventano quasi vittime loro stessi.
Questa è la storia di Luca 30 anni (riferimenti e nome sono di fantasia) che un giorno mi contattò, aveva il padre alcolista ormai da moltissimi anni, e la sua vita era totalmente stravolta da questa dipendenza.
Mi raccontò di ogni momento buio della sua infanzia ed adolescenza, dove il padre non fece altro che maltrattare sia lui che la madre, sia fisicamente ma ancor peggio, psicologicamente.
Luca raccontò del suo profondo disagio, del suo dolore, della sua rabbia. 
Non poteva mai capire il motivo che spingeva il padre a tanto, e ancora meno riusciva a capire perchè quest'uomo a volte dolce ed amorevole, poi riusciva a trasformarsi in un orco cattivo e persecutore.
Nel proseguire del suo racconto, mi venne descritto ogni episodio della sua vita, ogni momento in cui il padre riuscì a rovinare tutto... feste, eventi, riunioni di famiglia, ecc.
Praticamente mi raccontò di ogni momento in cui praticamente Luca ebbe distrutta la sua serenità, la sua autostima, la sua personalità.
Ma una cosa venne fuori quasi subito, Luca nonostante fosse totalmente consapevole che il problema era del padre, che il padre fosse comunque responsabile delle sue azioni, e delle sue scelte, uscì fuori un'enorme senso di colpa.
Questo senso di colpa, nel corso dei nostri incontri, cercammo di analizzarlo, e ne scaturì che Luca pensava di essere il responsabile primario dell'alcoolismo del padre.
Ogni volta, sin da piccolo che il padre ubriaco discuteva con la madre, e poi con Luca stesso, lui se ne assumeva la responsabilità.
Prima con gli occhi di un bambino, poi con quello di un adolescente, ma sempre responsabile di chi sà quale assurdo torto od errore. 
Forse aveva sbagliato qualcosa, forse aveva preso un voto idoneo, o chi sa cos'altro.
Venne fuori, in seguito insieme a questo senso di colpa anche un eccessivo autocontrollo. 
Questo autocontrollo portò Luca a manifestare molteplici disturbi, tra cui ansia ed attacchi di panico.
Il nostro lavorò puntò sopratutto a far capire a Luca che quello che capitò al padre non era assolutamente sua responsabilità. 
Gli feci capire poi che suo padre era un essere un umano con molti problemi interiori, dove il figlio era solo il capro espiatorio, e che purtroppo la scelta sbagliata di buttarsi nell'alcool non era stata voluta.
Dopo alcuni incontri Luca iniziò a vedere il passato da alcoolista del padre, nonchè il padre stesso,  con occhi diversi.
Importantissimo poi fù il partecipare a riunioni di gruppo di Auto e Mutuo Aiuto specifici che familiari di persone alcoliste, come gli Alcolisti Anonimi ( www.alcolistianonimiitalia.it), ma ancora di più gli 
AL-ANON (www.al-anon.it).
Appunto quest'ultimo gruppo fu determinante, in quanto Luca potè ascoltare e condividere la propria esperienza, e si rese conto che la propria esperienza era tristemente simile a quella di tutti gli altri famigliari di alcolisti.
Luca continua a frequentare con entusiasmo questi gruppi, continua a seguire le semplici regole di condivisione, e nel frattempo ha scoperto cosa significa realmente vivere senza colpa e senza rabbia.

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