Passa ai contenuti principali
L'amore eterno non esiste: questo è quello che, a dispetto di quello che sostengono i romantici, impariamo dalla vita. 


Spesso ci troviamo a vivere storie la cui fine è già segnata (per esempio, con persone già impegnate o sposate che alla fine ritornano a casa per senso di colpa o altri motivi), o storie di lunghi anni in cui i partner si perdono per strada, vanno avanti per abitudine ed inerzia, e decidono di troncare la relazione solo quando conoscono un'altra persona che li ricambia. I motivi per cui si decide di chiudere una storia d'amore possono essere tanti. Conosco persone che lo hanno fatto da un giorno all'altro, si sono svegliate al mattino e il partner con cui condividevano la vita all'improvviso non andava più bene. Partiamo dal presupposto che noi esseri umani siamo in continua evoluzione, quindi può capitare di cambiare idea su situazioni e persone che qualche tempo prima ci garbavano. Risulta difficile accettare questo discorso quando si tratta di un sentimento come l'amore, considerato dai più assolutamente indissolubile e sempre uguale a se stesso. Eppure succede, e sia per chi vive questa situazione che per chi la subisce è molto difficile superare la barriera dei sensi di colpa e del timore di ferire l'altro. Come si esce dall'impasse? Esiste un modo ideale per troncare una relazione per non soffrire e far soffrire l'altro?
Per molte persone (soprattutto uomini) la storia d'amore comincia a preoccupare quando si fa troppo seria. La paura di un legame stretto che priva della libertà di fare ciò che si vuole è un grande ostacolo per i più libertini. Se una donna riesce a far capitolare un uomo del genere, in realtà dovrebbe stare sempre attenta: potrebbe aver vinto la battaglia, ma non la guerra. E poi "il lupo perde il pelo, ma non il vizio". Le relazioni in cui uno dei partner desidera cambiare l'altro sono le più esposte ad una fine tormentata e rovinosa. Per troncare una relazione nella maniera più indolore possibile è importante usare tatto e sensibilità. In fondo, con la persona che stiamo per lasciare abbiamo sicuramente trascorso anche di bei momenti! E' importante concentrarsi a spiegare all'altro sulle quello che non ha funzionato nel rapporto, senza cadere nell'errore di recriminare episodi del passato che non ha più senso rinvangare. Chi si trova dall'altra parte vivrà questo momento con estremo disagio e dolore, e nella maggior parte dei casi si mette a fare la vittima. In realtà quando una storia finisce non ci sono nè vittime nè carnefici, ma solo due persone che guardano obiettivamente la loro storia e decidono che è meglio chiuderla per stare meglio.
Ci sono storie in cui un partner non si rassegna a perdere l'altro, e quindi reagisce in modo verbalmente violento alla richiesta di troncare la relazione. In questi casi può diventare difficoltoso spiegare le proprie ragioni per chiudere in maniera indolore. Se l'altro non si rassegna, a comincia ad attuare una specie di "stalking" nei confronti di chi ha deciso di chiudere la storia, forse è il caso di trovare qualcuno (un amico, un parente) che lo faccia ragionare. La fine di una storia, soprattutto se subita da chi è ancora molto innamorato, può essere davvero traumatica. Tutti i passaggi che conducono alla chiusura vera e propria di una relazione d'amore dovrebbero essere vissuti dalla coppia con maturità e consapevolezza, ma quando si ama è difficile restare razionali, soprattutto quando la barca sta andando miseramente alla deriva. Se poi si hanno dei figli, le cose si complicano. La gestione di una separazione lascia ferite profonde non solo ai coniugi, ma anche ai figli che ne vengono comunque coinvolti, soprattutto se sono ancora piccoli.
Per troncare una relazione può essere utile ricorrere alla figura di un esperto, un terapeuta di coppia o un mediatore familiare.  Quando ci sono di mezzo i figli, bisogna preservarli dal dolore della "perdita" di uno dei genitori
Il percorso può essere indolore se i genitori decidono di continuare a vedersi per qualche giorno a settimana insieme al piccolo.  Se la coppia "scoppia" si può restare almeno genitori e condividere questa esperienza, anche se si hanno altre relazioni.  La fine di una relazione costringe le persone a guardarsi dentro, a mettersi in discussione per capire gli errori fatti e non ripeterli più in una prossima relazione.  Può essere terapeutico, per alcuni, restare per un po' di tempo da soli e imparare che la solitudine ha il suo risvolto positivo.  Sempre meglio che restare in coppia solo per incapacità di stare da soli!. 
Non dimenticare mai:Se devi troncare una relazione, non farti prendere dai sensi di colpa e non rinvangare il passatoNon dire cose che potrebbero urtare la sensibilità del partner, ma cerca di esporre le ragioni del fallimento della relazioneSe il partner non vuole ascoltare ragioni, chiedi consiglio ad un amico, un parente, per fargli capire ciò che non va.In caso di separazione, cerca di proteggere i figli, soprattutto se sono piccoli e indifesi.

Commenti

Post popolari in questo blog

Supporto Psicologico al Trattamento Odontoiatrico... niente più paura!!!

Il supporto psicologico  in Studio Odontoiatrico Ora la paura del dentista la sistemiamo!! Il supporto è una risorsa aggiuntiva che può essere offerta ai pazienti durante i trattamenti odontoiatrici.  Questa opzione aiuta a  gestire ansie e timori,  migliorando il comfort e la serenità nell'affrontare le cure dentali, rendendo l'esperienza più positiva e gestibile. Strategie per affrontare e sconfiggere l'ansia e la paura dal Dentista Il colloquio psicologico, un ascolto attento e una comunicazione efficace possono ridurre significativamente l'ansia ed agire sulle paure legata alle visite odontoiatriche. Oggi, una buona  comunicazione  è fondamentale per costruire un  rapporto di fiducia tra medico e paziente.  È essenziale descrivere in dettaglio tutte le fasi del percorso terapeutico, poiché ciò aiuta a minimizzare il timore nei confronti delle cure dentali. La psicologia offre strumenti preziosi per garantire un'informazione chiara e utile, con...

Qual è la carenza di vitamina che potrebbe provocare la depressione?

La carenza di vitamina D è stata associata alla depressione in numerosi studi scientifici. Questa vitamina, comunemente prodotta dalla pelle attraverso l’esposizione al sole, svolge un ruolo cruciale nel regolare l’umore. La sua carenza può portare a sintomi depressivi come la tristezza, l’apatia e la mancanza di energia. Inoltre, alcuni ricercatori hanno anche suggerito che la carenza di vitamina B12 potrebbe contribuire alla comparsa della depressione. È importante quindi garantire un adeguato apporto di queste vitamine attraverso una dieta equilibrata o, se necessario, integratori alimentari.  Gli studi scientifici hanno dimostrato che la carenza di vitamina D e di vitamina B12 è associata alla depressione, poiché entrambe svolgono un ruolo cruciale nel regolare l’umore. Pertanto, è importante garantire un adeguato apporto di queste vitamine attraverso una dieta equilibrata o integratori alimentari.

Vademecum per gestire l'Ansia

 VADEMECUM PER GESTIRE L’ANSIA Quando il cuore corre, la mente si affolla e il respiro si fa corto... ci sono cose che puoi fare. 🔸 1. Riconosci e accogli l’ansia L’ansia è una risposta naturale del nostro corpo a situazioni percepite come minacciose. Non è un nemico da combattere, ma un segnale da ascoltare. 👉 Dì a te stesso: “Sto provando ansia, e va bene così. È solo un’emozione, passerà.” Accogliere senza giudicare è il primo passo verso la calma. 🔸 2. Respira con consapevolezza La respirazione è il nostro primo strumento per regolare il sistema nervoso. 👉 Esercizio semplice: inspira per 4 secondi, trattieni per 2, espira per 6. Ripeti per 2-3 minuti. Questo stimola il nervo vago e favorisce la risposta di rilassamento. 🔸 3. Fai spazio al presente L’ansia vive nel futuro (“E se…?”). Portare l’attenzione al presente riduce il rimuginio. 👉 Prova la tecnica 5-4-3-2-1: 5 cose che vedi 4 che senti 3 che tocchi 2 che annusi 1 che assapori Un esercizio di grounding che riporta l...