Passa ai contenuti principali

Il Counseling Nutrizionale

 Il counseling nutrizionale applica le competenze, abilità e tecniche del counseling alla dietetica, per educare ad una corretta alimentazione

E’ un approccio che si basa sulle conoscenze scientifiche, ma anche sulla comunicazione e sulla relazione e punta a superare una delle maggiori difficoltà che le persone riscontrano quando si trovano di fronte ad un cambiamento del proprio stile alimentare: conservare nel tempo i risultati raggiunti.

Nelle diete standard infatti la persona si ritrova a dover applicare indicazioni alimentari spesso molto rigide rispetto alle proprie abitudini radicate negli anni e questo, nel tempo, crea una serie di difficoltà che possono portarla ad abbandonare la dieta con la conseguenza di riprendere il peso perso (se non di più) e riacquistare rapidamente le “cattive abitudini”.





Il Counseling Nutrizionale è un approccio basato sulla persona, non (solo) sulla dieta


Il Counseling Nutrizionale segue un approccio ben diverso: la persona non “delega la propria salute” all’esperto, ma viene coinvolta attivamente nel processo di cambiamento. La dieta non è più una serie di regole da seguire, ma un percorso di apprendimento, conoscenza e cambiamento.

Nel counseling nutrizionale la persona viene messa al centro dell’attenzione e da soggetto passivo (come nelle diete tradizionali) diventa “attore” centrale che, insieme al Counselor, va a costruire il proprio nuovo stile alimentare.

Questo nuovo tipo di approccio alla nutrizione porta il Counselor a concentrarsi sulla persona e ad andare a ricercare, tramite la relazione e il dialogo mai giudicante, come una specifica persona con le sue peculiari caratteristiche possa concretamente abbracciare il nuovo schema alimentare, approfondendo tutti gli aspetti (anche quelli che solitamente non vengono esplorati in un tradizionale incontro con un dietista) che vanno a determinare le scelte alimentari.



Commenti

Post popolari in questo blog

Guida al lavoro Compagno Adulto a cura Studio Psicologico Turchetta

  Guida Completa al Lavoro dello Psicologo come Compagno Adulto a cura della Dottoressa Veronica Turchetta (Monterotondo-RM)   1. Introduzione: Cos’è il Compagno Adulto? Il  Compagno Adulto  è una figura professionale che affianca adolescenti e giovani adulti, soprattutto con fragilità psicologiche, disabilità o difficoltà relazionali, nel loro percorso di crescita e autonomia. Questo ruolo nasce dall’esigenza di offrire un supporto concreto e quotidiano, spesso in ambito domiciliare o in contesti di vita reale, per favorire lo sviluppo personale, sociale ed emotivo. Quando il Compagno Adulto è uno psicologo, il suo intervento si arricchisce di competenze cliniche e psicoterapeutiche, permettendo un accompagnamento più mirato anche alle difficoltà emotive e cognitive. 2. Contesto e Ambito di Applicazione Destinatari:  adolescenti e giovani adulti (generalmente dai 14 ai 25 anni) con difficoltà di vario tipo: disturbi del comportamento, disturbi dello spettro aut...

Famiglia Disfunzionale

La famiglia disfunzionale: dinamiche, impatti e possibilità di cambiamento La famiglia rappresenta il primo contesto relazionale in cui l’individuo costruisce la propria identità emotiva, cognitiva e sociale. Quando questo ambiente è caratterizzato da dinamiche sane, offre protezione, regolazione emotiva e sicurezza. Tuttavia, non tutte le famiglie riescono a svolgere questa funzione in modo adeguato: in questi casi si parla di famiglia disfunzionale. Che cos’è una famiglia disfunzionale Una famiglia disfunzionale non è semplicemente una famiglia “con problemi” — ogni sistema familiare attraversa momenti critici — ma un contesto in cui le difficoltà diventano strutturali, persistenti e invalidanti, interferendo con il benessere psicologico dei membri, in particolare dei figli. Le caratteristiche principali includono: Comunicazione inefficace o distorta (ambigua, aggressiva, manipolatoria o assente). Ruoli rigidi o invertiti (es. il figlio che assume il ruolo di adulto) Mancanza di conf...

Mio figlio è troppo sensibile: come aiutarlo a gestire le emozioni senza sentirsi sbagliato

  --- Mio figlio è troppo sensibile: come aiutarlo a gestire le emozioni senza sentirsi sbagliato "Piange per nulla", "Si offende facilmente", "Non riesce a stare in mezzo agli altri senza agitarsi"... Queste sono frasi che tanti genitori si trovano a dire o a pensare. Se anche tu riconosci queste caratteristiche in tuo figlio o tua figlia, sappi che non sei solo — e che essere sensibili non è un difetto. È una caratteristica preziosa, che può diventare una grande risorsa se accolta e compresa. 🌱 Cos’è la sensibilità nei bambini? La sensibilità è una predisposizione naturale a percepire intensamente ciò che accade dentro e fuori di sé: emozioni, suoni, sguardi, tensioni, parole. I bambini sensibili hanno un radar emotivo molto attivo: colgono tutto e reagiscono in modo più intenso. Non sono "esagerati", sono semplicemente più profondi. 💡 Perché è importante non dire “sei troppo sensibile” Anche se a volte lo diciamo con affetto o per “tranquill...